03 febbraio 2005

Destre Sinistre

L'Italia l'è malada - Giorgio Bocca - Feltrinelli
Non ho la fobia delle destre. So che la destra attualmente al governo non è quella dell'epoca del fascio.

Ma è lo stesso volgare e cialtrona. Con un Capo pieno di conflitti di interessi e pieno di processi in corso e assoluzioni per prescrizione dei termini.

Con una Rai monopolizzata, e Mediaset di proprietà del Capo.
Non sarà la peggiore destra possibile ma è la peggiore che potevamo augurarci in Italia. Con un Presidente del Consiglio che si comporta da padrone dello Stato e decide se Santoro può ancora disturbarlo o meno e relega un anfitrione come Grillo ai margini dell'ascolto.

Con una stampa collaterale che inneggia al Capo e ne fa una icona di fede speranza e carità. Con i transfughi della sinistra che si trasformano nei più feroci censori della sinistra stessa.

Che ti sbattono ancora il comunismo in faccia. Quando hanno la mafia a casa loro. Che impongono ai telegiornali di dire che tutto va bene e quel che non va bene migliorerà mentre tutt'attorno è disgregazione e malessere e povertà quando non sofferenza e fame vera.

Silvio dice di aver fatto miracoli: e così ha riportato indietro di mezzo secolo il paese, ha ripescato tutte le immondezze e la mediocrità del passato, ha favorito un giornalismo di servi e delatori, una televisione di guardoni e analfabeti, in cui folle giovanili si spellano le mani per applaudire comici da strapazzo. (Giorgio Bocca, L'italia l'è malada, Feltrinelli)

La stampa dell'opposizione vien intimidita se non palesemente minacciata. Il 3 Febbraio 2005 viene distribuito in occasione del consiglio nazionale di Forza Italia un documento intitolato "Analisi di circa 500 numeri del quotidiano l'Unità sotto la direzione di Furio Colombo". In questo documento si legge:

l'Unità si trova a metà strada tra la rappresentazione del "nemico del popolo" (matrice comunista) e la descrizione orripilante delle caratteristiche fisionomiche dell'Ebreo (matrice nazista)

Ed ancora:

Ogni giorno l'Unità insegna intolleranza, odio, addirittura razzismo verso il demonio Berlusconi, tant'è che insiste soprattutto sulla mostrificazione dell'aspetto fisico, su presunte psicopatologie e sul dileggio.

Secondo questi signori l'Unità è affetta da "sindrome nazicomunista". Gli risponde Massimo Fini che politicamente non si può inserire da nessuna parte:

Be', in effetti, quel "nazi" è un po' una novità. Ma al di là di questo noto che Berlusconi continua ad usare la politica del doppio binario: dice di essere oggetto di una campagna d'odio e poi è lui che semina odio, dice che lo insultano ma lui insulta; è lui che spacca in due il paese scoprendo comunisti ovunque, anche quando non ci sono. Del resto Berlusconi è un uomo antropologicamente totalitario.

Bocca a seguito di questo attacco a l'Unità lancia il suo grido di allarme:

Vedo una certa rassegnazione, sì, compresi i grandi giornali, forse perché fa paura questa destra , a volte incredibile, che tenta di costruire un quadro futuro di dominio totale. Qualcuno magari ne fa una questione di opportunità. Ma agli occhi di un osservatore esterno l'Itali aappare quella della vigilia del 1925, aspettiamo soltanto le leggi speciali.

Furio Colombo il 6 Febbraio scrive sull'Unità:

Il leader politico della più grande impresa mediatico-pubblicitaria che abbia mai governato un Paese democratico, non lo poteva permettere. Di qui la corsa a mettere insieme in poche ore una assemblea di impiegati, detto “consiglio nazionale di Forza Italia”, una cosa che nessuno ha mai eletto e che non ha alcuna parentela con la democrazia. Di qui la decisione di far spettacolo, occupando televisioni, radio e giornali, non come lui ritiene giusto (sempre) ma almeno secondo quella «par condicio» che lui detesta e che si appresta a far cancellare dalle leggi italiane.

L'idea era questa: qualunque cosa voi diciate, io griderò «comunisti!», ricorderò Foibe jugoslave e Gulag sovietici come ho fatto nel Giorno della Memoria invece di parlare di Fossoli, della Risiera di S. Saba e dei delitti italiani della Shoah. E poiché sono molti - per ragioni di lavoro - a venirmi dietro, mi basterà denunciare, momento per momento, coloro che osano criticarmi. Se sarà necessaria qualche calunnia non ci tireremo indietro, deve aver detto ai suoi impiegati che hanno compilato e distribuito il «dossier» su l'Unità, altra trovata per deragliare l'attenzione degli italiani dal Congresso Ds.


Berlusconi qunado stravolge i calendari poltici, si punta le telecamere addosso, se la prende con i comunisti e si fa le leggi a sua misura non considera un dato importante: per quanto gli italiani possano sembrare e in certi momenti anche esserlo dei pecoroni viene sempre il momento in cui capisce che il proprio leader sta remando per se stesso e per il suo clan. E quello sarà il momento in cui finirà la sua carriera politica.

Spero ardentemente nella cella di qualche carcere dopo un equo processo e una condanna giusta ed equilibrata.

Forse dovremmo fare anche noi come in Iraq:andare alle elezioni tenendo segreto il nome dei candidati. Non si sa mai. Conoscendo chi si vota si possono fare brutte scoperte. Del resto da noi milioni d'elettori hanno mandato in parlamento e al governo una cinquantina tra pregiudicati, fuorilegge pescritti, patteggiati, imputati o indagati e quasi un centinaioo dei loro avvocati. (Beppe Grillo, Internazionale, n°576/2005).

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