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12 maggio 2013

Gioia chiama lacrime, pena chiama risate?


Nella frenetica vita quotidiana mi capita sempre più spesso di commuovermi nei momenti di gioia e di esaltarmi nei momenti più tristi. Non mi sembra un bel modo di vivere...

L'informazione è a senso unico, va tutto male e non potrà che andare peggio.

Non è che sarebbe il caso di invertire il "trend"? Di fare un bel "reset"?

Come dice il Saggio se ad un problema c'è rimedio perché preoccuparsi? E se non c'è rimedio che ci si preoccupa a fare?

05 aprile 2013

Educhiamoci a chiedere aiuto (e a darlo)


Quello che è successo a Citanova ci deve far riflettere sul fatto che tutti dobbiamo educarci al più presto a pensare che quando è in atto una crisi come l'attuale chiedere aiuto non è "umuliante" è UN DIRITTO! E dobbiamo abituarci a pensare sempre più questi termini. E se chiedere aiuto è giusto è DOVEROSO darlo, concederlo. E' proprio nei momenti difficili che la solidarietà deve abbattare le barriere che abbiamo creato per difendere i nostri piccoli fortini. Altrimenti siamo finiti, prima come persone poi come nazione.

27 marzo 2013

Lettera al Presidente Napolitano


Signor Presidente,

non abuserò della pazienza sua o di chi è preposto alla lettura di queste comunicazioni via email.

La crisi economica attuale ha come rischio principale non l'impoverimento materiale ma lo stesso assetto democratico. Quindi le decisioni che spettano a lei, signor presidente sono decisioni difficili ma improcastinabili.

Per tale motivo mi appello alla sua persona affinché faccia il possibile affinché ci sia un governo che abbia tra i suoi punti principali una nuova legge elettorale che permetta a chi arriva primo di assumersi l'onere di governare con i numeri parlamentari a  suo favore. Poi vengono i provvedimenti economici necessari per dare fiducia agli imprenditori, ai lavoratori e ai pensionati

Questo ad ogni costo perché in gioco è il futuro di tutti.

Grazie per tutto quello che ha fatto fino ad ora,

Pietro Busalacchi

Padri Puttanieri

da BeppeGrillo.it
 Le nuove generazioni sono senza padri, sono figlie di NN, dal latino "Nomen nescio : nome non conosco". Sulle loro carte di identità, sui loro documenti di lavoro, nei libretti universitari alla voce "figlio di" risulta la sigla NN, figlio di nessuno, figlio della colpa, figlio di padre ignoto, figlio di vecchi puttanieri che si sono giocati ogni possibile lascito testamentario indebitando gli eredi. Non ci sono però responsabili conclamati della miseria, della mancanza di un futuro, di una qualunque prospettiva a cui sono stati condannati questi ragazzi. Nessuno ammette responsabilità di sorta. E' opera del destino cinico e baro, dello Spirito Santo, della moderna divinità chiamata mercato che si manifesta all'improvviso come un nume iroso che chiede sacrifici umani. Lo sfascio ha origini soprannaturali, non è causa dei dilettanti, cialtroni, delinquenti che hanno smontato con determinazione e scientificità lo Stato italiano negli ultimi vent'anni. Quei padri che rifiutano ogni addebito del disastro nazionale, che percepiscono però vitalizi e doppie pensioni, gente canuta che non ha mai avuto il problema della disoccupazione e del pane quotidiano, è ancora qui, ancora a spiegarci come e perché siano le nuove generazioni, i choosy, i bamboccioni, i veri colpevoli. A raccontarci la favola che affidandosi a loro, alla loro esperienza e capacità e senso dello Stato, si cambierà il Paese. Questo dicono i Padri Puttanieri, quelli che hanno sulle spalle la più grande rapina ai danni delle giovani generazioni. Questi padri che chiagnono e fottono sono i Bersani, i D'Alema, i Berlusconi, i Cicchitto, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità. Hanno governato a turno per vent'anni, hanno curato i loro interessi, smembrato il tessuto industriale, tagliato lo Stato sociale, distrutto l'innovazione e la ricerca. Pdl e pdmenoelle sono vent'anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell'Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio. Vent'anni senza riuscire a produrre una legge contro la corruzione e contro il conflitto di interessi, vent'anni per trasformare la legge elettorale in una caricatura anticostituzionale, senza mai trovare il tempo (ah, il tempo...) per cambiarla. I figli di NN vi manderanno a casa, in un modo o nell'altro, il tempo è dalla loro parte. Hanno ricevuto da voi solo promesse e sberleffi, non hanno nulla da perdere, non hanno un lavoro, né una casa, non avranno mai una pensione e non possono neppure immaginare di farsi una famiglia. Vi restituiranno tutto con gli interessi.
Le parole di Grillo (o di chi per lui) sono parole molto dure, durissime, ma possiamo dargli torto? Possiamo in coscienza dire che sta dicendo cavolate? E non è che magari il Movimento 5 Stelle ci sta proponendo un modo NON-violento per evitare un capovolgimento veramente violento della nostra democrazia?

25 marzo 2013

Il nostro futuro passa da tre semplici cose da fare

Servono urgentemente tre semplici cose:

1) Abbiamo bisogno di un governo nei pieni poteri.
2) Abbiamo bisogno di una nuova legge elettorale che dia la possibilità di governare a chi arriva primo anche per un solo voto.
3) Abbiamo bisogno che si creino da subito le condizioni affinché le persone guardino al futuro con fiducia (a partire dai dipendenti, imprenditori, pensionati).

Fatte queste tre "semplici" cose si torni al voto. Amen.

20 novembre 2011

Chi pagherà il debito? I politici?

Cito da Facebook:
Caro Monti, ascolta il consiglio del Popolo se è ancora sovrano, fa che il tuo primo punto del programma sia “ Taglio del 50% dello stipendio dei Parlamentari, Assesori, Consiglieri Regionali, Provinciali e Comunali, sospensione dei Vitalizi fino al pareggio di Bilancio”. Applica la patrimoniale!!! Intervieni solo su pensioni di funzionari e dirigenti e non su operai e impiegatucci, non applicare .........l'ICI sulla prima casa alle famiglie mono reddito, con reddito basso o con mutuo a pagare, riforma la giustizia con pene severe agli evasori, speculatori e truffaldini, intervieni sulla sanità che è allo sfascio, sulle fasce deboli e sulla disabilità... Dai un segnale all’Italia, perché siamo STANCHI di fare i sacrifici da SOLI anche perchè i politici ci hanno impoverito sempre più e non siamo più in condizioni di sopravvivere.!!!!
I mio commento è stato:
Non per scoraggiarti ma l'immenso debito pubblico che l'Italia ha accumulato negli ultimi 40 anni ce lo portiamo sul groppone tutti. Le cose che tu dici di fare sono sacrosante e sono le prime che vano fatte. Questo però non vuol dire che si risolverà il problema. Vedrai che dovranno rimettere l'ICI sulla prima casa ed aumentare ancora l'IVA, e poi varie ed eventuali. Quando andremo a votare la prossima volta (succederà ancora spero) stiamo attenti a NON svendere il nostro vot0.

Basta. Firmato Giuseppe Valoppi

Non è che ci sia molto da dire e non è la prima volta che capita. Il signor Giuseppe Valoppi ha acquistato una pagina sul Corriere della Sera di oggi e ha fatto pubblicare un suo appello (cliccando qui potete leggere/scaricare il pdf della pagina).

Succede sempre più spesso che l'attività propositiva arrivi dai privati cittadini attoniti ed allarmati dalla paralisi della classe politica.

E questo è molto, molto preoccupante...

Per chi fosse interessato sapere qualcosa in più su Giuseppe Valoppi e sulla sua iniziativa, può leggere questo articolo o il suo blog.

14 ottobre 2009

La mia strada per uscire dalla crisi

informatica.jpg
Devo dire che gioco-forza, colpa di questa maledetta crisi, mi sono impegnato a creare un impegno nel campo informatico cercando un settore non troppo inflazionato. E così è nata l'idea di Assistenza Digitale rivolta ai privati, con la correlata figura, questa un po' più recente di Assistente Informatico Personale. Il vecchio lavoro lo svolgo ancora part-time.

Adesso comunque la mia seconda attività è quella che mi occupa decisamente di più. E questo ha aspetti positivi ed aspetti negativi. Tra le cose positive c'è senz'altro l'incontrare gente sempre nuova, di trovare stimoli nei problemi che la gente di sottopone, sentirsi apprezzati per il lavoro svolto ed una gestione della vita familiare divenuta molto più semplificata.

Tra le cose negative ce ne è soprattutto una: i soldi. Pochi e maledetti. Tutto questo non è stato facile. Ho dovuto farmi della pubblicità, curare personalmente la distribuzione di volantini, creare piccole campagne, scervellarmi su quale fosse il modo migliore per porsi. Cercare di approfondire cose che avevo prima solo sfiorato. E il mio fisico ne ha risentito. L'ansia è andata aumentando.

Però quando le cose vanno in un certo modo credo che piangersi addosso sia una cosa stupida è inutile, una perdita di tempo e di energie. Ecco, io quelle (poche) energie ho cercato di convogliarle per creare qualcosa di mio. Smettendo di sperperare soldi in cose inutili, risparmiando su tutto.

Anche nello scrivere su questo mio blog [scritto in origine su BlogOltre], che in questi giorni celebra i sette anni di vita, sono stato parco. Chissà da oggi potrebbe esserci la ripresa.
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22 ottobre 2008

Crisi economica: anche le nostre democrazie sono in pericolo?

da Il Sole 24 Ore del 22/10/2008
di Carlo Bastasin
Il ritorno in auge della politica sembra inarrestabile e in questa prospettiva la settimana passata rimarrà memorabile per i Governi europei. Il premier britannico Gordon Brown, un cadavere politico fino a dieci giorni fa, è diventato nella pubblicistica anglosassone “il salvatore dell’universo”. Nicolas Sarkozy ha rivelato risorse di leadership tramutando in un successo gli iniziali fallimenti nel coordinamento europeo.
Il presidente francese e Silvio Berlusconi hanno superato il 60% dei consensi, un livello che il premier italiano ha definito «quasi imbarazzante» in democrazia. Angela Merkel ha ottenuto, come accadeva ai sovrani, sia la gratitudine dei banchieri tedeschi sia la loro umiliazione e quindi il consenso nell’opinione pubblica.
Nella facciata rassicurante dei Governi che fanno barriera alla crisi c’è tuttavia una crepa. In tutte le risposte pubbliche c’è stata una notevole dimostrazione di leadership, ma un’altrettanto notevole assenza di confronto democratico. I Parlamenti sono stati irrilevanti, il dibattito su cause e rimedi è rimasto schiacciato sotto la retorica millenarista della fine del mondo. L’opinione pubblica non sembra però avere dubbi, non c’è preoccupazione per la sbrigatività delle procedure parlamentari. La paura del crollo epocale del sistema ha offerto una base di legittimazione irrazionale in cui ciò che disperde la paura non è frutto del faticoso e fallibile negoziato umano, ma di una necessità storica. Così nei sondaggi la leadership è premiata a costo di sacrificare, quasi di buon grado, la democrazia.

06 ottobre 2008

I soldi sono nulla

Benedetto XVI
Benedetto XVI di fronte alla crisi mondiale ed al crollo delle borse dice che “i soldi sono nulla”.
Giusto, sottoscrivo. Ed inizi a rinunciare al “nulla” dei 4 miliardi di euro che la Chiesa Cattolica costa ogni anno all’Italia.
(E per la scuola che ne dite dei 22000 insegnanti di religione  stipendiati dallo Stato?)


Vecchi Commenti

  1. spin
    ma si! torniamo alla maestra unica! basta spendere ;P
    14 Ott, 9:36
  2. Luigi Spreafico
    DIO ABBIA MISERICORDIA DI TUTTI NOI:
    SIAMO ASSAI LONTANO DALLA VIA CHE CI HA INDICATO PER RAGGIUNGERLO E CHI DICE DI ESSERE “PASTORE” DIMOSTRA DI NON CONOSCERE LE NECESSITA’ DEL SUO GREGGE VISTO CHE VIVE IN UNA REGGIA COME UN SOVRANO .
     17 Mar, 19:06

05 ottobre 2008

Credit crunch

Ci sono espressioni, dal suono sinistro, che sembrano nate per incutere paura. Credit Crunch è una di queste.
Non si vuole qui fare dell’allarmismo. Il problema è che qualcuno non ce la sta raccontando giusta e più ci dicono di stare tranquilli e più ognuno di noi dovrebbe cercare di informarsi meglio e cercare di capire. Io sto cercando di farlo.
E quello che sto capendo non mi fa assolutamente piacere ad iniziare dal fatto che non è assolutamente vero che la crisi finanziaria innescata negli Stati Uniti dai crisi dei mutui subprime non coinvolga l’Europa e l’Italia in particolare e che non sia una crisi solo finanziaria.
E’ già sotto gli occhi di tutti (tranne che dei TG media-rai-nazionali) che siamo in un momento delicatissimo, vedi vicenda Unicredit. Tanti nodi stanno venendo al pettine e saranno dolori per tutti, temo.